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regolamento per la disciplina della tassa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni

COMUNE DI CRACO

Provincia di MATERA

 

 

 

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI.

Allegato alla Delibera del Commissario Prefettizio con i poteri del Consiglio n° 15 del 22/05/1996

 

 

 

 

IL SEGRETARIO COMUNALE                    IL COMMISSARIO PREFETTIZIO

 

 

 

 

TITOLO  I

ISTITUZIONI ED ELEMENTI DELLA TASSA

REGOLAMENTO

ART. 1 - OGGETTO

Il presente regolamento disciplina lapplicazione nel Comune di Craco della Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani interni sulla base delle disposizioni contenute nel Capo 3° del Decreto Legislativo n° 507 del 15/11/1993, di seguito elencato come "Decreto 507", così come modificato dalla Legge 22/02/1994 nr 146 e dal D.Lgs. 28/12/1993, n. 566 e dall'art. 3 comma 68 della Legge 549/95 e dal D.L. n 8/96 e dal D.L. n. 32/96.

 

ART. 2 - SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA

Il servizio di nettezza urbana è disciplinato dall'apposito Regolamento adottato ai sensi dell'art.8 del DPR 19/9/1982 n. 915, in conformità all'art. 59 del D.L.gs 507/1993. ad esso si fa riferimento per tutti gli aspetti che rilevano ai fini dell'applicazione della tassa (zona servita, distanza e capacità dei contenitori, frequenza della raccolta, ecc.).

 

ART. 3 - CONTENUTO DEL REGOLAMENTO

Il presente regolamento integra la disciplina legislativa della tassa secondo criteri fissati dalla legge, dettando le disposizioni necessarie per l'applicazione del tributo.

 

ART. 4 - ZONE DI APPLICAZIONE

  1. L'applicazione della tassa nella sua interezza è limitata alle zone del territorio comunale (centro abitato, frazioni, nuclei abitati, centri commerciali, e produttivi integrati) ed agli insediamenti sparsi attualmente serviti nonché agli altri ai quali è esteso il regime di privativa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed equiparati, individuati dall'art. 12 del Regolamento del servizio di nettezza urbana.
  2. nelle altre zone ove non è effettuata la raccolta dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa, la tassa è dovuta ______________ nelle misure ridotte stabilite dal successivo art. 5, comma 3, rispettose del limite del 40% della tariffa intera previsto dall'art. 59, comma 2 del decreto 507.

 

ART. 5 - PRESUPPOSTO DELLA TASSA

  1. La tassa è dovuta per l'occupazione o la detenzione dei locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali e accessorie di civili abitazioni nonché per le aree a verde anche per la parte eccedente i 200 metri quadrati.
  2. per l'abitazione colonica o gli altri fabbricati con area scoperta di pertinenza, la tassa è dovuta per l'intero anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la parte terminale della strada di accesso all'abitazione ed al fabbricato.
  3. nelle zone di cui all'art.4, comma 2°, nella quale è effettuata la raccolta in regime di privativa, gli occupanti ed i detentori degli insediamenti sono tenuti a conferire i rifiuti urbani interni ed equiparati nei contenitori vicini ed a corrispondere la tassa in misura ridotta delle percentuali seguenti sulla tariffa ordinaria a seconda della distanza su strada carrozzabile dal più vicino punto di raccolta rientrante nella perimetrata e di fatto servita:

 

ENTITA' DELLA RIDUZIONE

DISTANZA DEL CONTENITORE PIU' VICINO

60%

Non più di 1 Km

65%

Non più di 2 Km

70%

Oltre i 2 Km

 

ART. 6 - ESCLUSIONI DALLA TASSA

  1. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati, o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità, anche per circostanze sopravvenute nel corso dell'anno.
  2. Presentano tali caratteristiche, a titolo esemplificativo:

a)    Centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura (senza lavorazione) silos e simili, ove non abbia, di regola, presenza umana;

b)   Soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie, legnaie e simili, limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore o uguale a m. 1,50 nel quale non sia possibile la permanenza;

c)    Parti comuni del condominio di cui ai nr 1 e 3 dell'art. 1117 del Codice Civile con eccezione delle aree destinate a cortile non alberato, a giardino o parco;

d)   La parte degli impianti sportivi riservata di norma, ai soli praticanti, sia che detti impianti siano ubicati in aree scoperte che in locali;

e)    Unità immobiliari prive di mobili e suppellettili;

f)     Fabbricati danneggiati, non agibili, in ristrutturazione purchè tale circostanza sia confermata da idonea documentazione;

g)    Giardini ed aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati.

Tali circostanze debbono essere indicate nella denuncia originaria o di variazione e debbono essere direttamente rilevabili in base ad elementi o ad idonea documentazione.

  1. Sono altresì esclusi dalla tassa:

a)    I locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa comunale per l'effetto di leggi, regolamenti, ordinanza in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri;

b)   I locali e le aree per i quali l'esclusione sia prevista a norma delle leggi vigenti.

  1. Nella  determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove, per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, non assimilabili agli urbani, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti.
  2. per le attività di seguito elencate (esclusi i locali adibiti ad uffici, mense, spogliatoi e servizi), ove risulti difficile determinare la superficie in cui si producono rifiuti speciali, tossici o nocivi in quanto le operazioni relative non sono esattamente localizzate, si applica la detassazione nei termini sotto indicati, fermo restando che la detassazione viene accordata a richiesta di parte, ed a condizione che l'interessato dimostri, allegando la prevista documentazione, l'osservanza della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali tossici o nocivi.

 

ATTIVITA'

DETASSAZIONE

FALEGNAMERIE

10%

AUTOCARROZZERIE

10%

OFFICINE PER RIPARAZIONI VEICOLI

10%

GOMMISTI

20%

OFFICINE ELETTRAUTO

10%

DISTRIBUTORI CARBURANTE

10%

ROSTICCERIE

10%

PASTICCERIE

10%

LAVANDERIE

10%

FONDERIE

20%

VERNICIATURA

10%

 

ART. 7 - COMMISURAZIONE DELLA TASSA

1 - la tassa a norma del 1° comma art. 65 del D.Lgs. 507/93, è commisurata alle qualità e quantità medie ordinarie, per unità di superficie imponibile, dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso cui i medesimi sono destinati nonché il costo dello smaltimento.

2 - La superficie tassabile è misurata sul filo interno dei muri  o sul perimetro interno delle aree scoperte. Le frazioni di superficie complessiva risultanti inferiori a mezzo metro quadrato si trascurano, quelle superiori si arrotondano ad un metro quadrato.

3 - Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione in cui si sia svolta anche un'attività economica e professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie utilizzata.

 

ART. 8 - APPLICAZIONE DELLA TASSA IN FUNZIONE DELLO

SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO

1 - La tassa è dovuta per intero nelle zone in cui il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati è svolto in regime di privativa. La tassa è comunque applicata per intero ancorché si tratti di zona non rientrante in quella perimetrata quando, di fatto, detto servizio è attuato.

2 - Fermo restando che gli occupanti o detentori degli insediamenti comunque situati fuori dall'area di raccolta sono tenuti a conferire i rifiuti urbani interni ed assimilati nei contenitori viciniori, in tale zona la tassa è dovuta:

a)    In misura pari al 40% della tariffa, se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita non supera 1 Km;

b)   In misura pari al 35% della tariffa se la suddetta distanza supera 1 Km e fino a 2 Km;

c)    In misura pari al 30% della tariffa per distanze superiori a 2 Km.

3 - Le condizioni previste dal comma 4 dell'art.59 del D.Lgs. 507/93, al verificarsi delle quali il tributo è dovuto in misura ridotta, debbono essere fatte constare mediante diffida al Gestore del Servizio di Nettezza Urbana ed al competente Ufficio Tributario Comunale. Dalla data della diffida, qualora non venga provveduto un congruo termine a porre rimedio al disservizio, decorrono gli eventuali effetti sulla tassa.

4 - In caso di mancato svolgimento del servizio o nel caso in cui lo stesso servizio venga svolto in grave violazione delle prescrizioni regolamentari sulla distanza massima di collocazione dei contenitori, o della capacità minima che gli stessi debbono assicurare o della frequenza della raccolta, il tributo è dovuto in misura pari al 40% della tariffa.

5 - Ai fini di cui sopra, sussiste grave violazione delle prescrizioni regolamentari quando il limite massimo di distanza e quello minimo di capacità si discostano di oltre un quarto e la frequenza della raccolta, inferiore a quella stabilita, determini l'impossibilità per gli utenti di riporre i rifiuti nei contenitori per esaurimento della loro capacità ricettiva.

 

ART. 9 - SOGGETTI PASSIVI

  1. La tassa è dovuta da chiunque a qualsiasi titolo (proprietà, usufrutto, comodato, locazione, ecc.) occupi, detenga o conduca locali ed aree scoperte di cui al precedente art.5, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che ne fanno uso permanente in comune.

 

 

ART. 10 - PARTI COMUNI DELL'EDIFICIO

  1. Sono escluse dalla tassazione le aree comuni del condominio di cui all'art. 1117 del codice civile che possono produrre rifiuti agli effetti dell'art. 62 del D.Lvo 507/1993.

Resta ferma l'obbligazione di coloro che occupano o detengono parti comuni in via esclusiva.

 

 

ART. 11 - LOCALI IN MULTIPROPRIETA'

  1. Per gli alloggi, i locali ed i centri commerciali in multiproprietà, il soggetto che gestisce i servizi comuni è il responsabile del versamento della tassa dovuta per i locali ed aree scoperte di uso comune nonché per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori i quali mantengono ogni altro obbligo o diritto derivante dal rapporto tributario attinente ai locali ed alle aree in uso esclusivo.
  2. il soggetto responsabile di cui al comma precedente è tenuto a presentare all'Ufficio Tributi del Comune, entro il 20 gennaio di ogni anno, l'elenco degli occupanti o detentori dell'edificio in multiproprietà o del centro commerciale.

 

ART. 12 - LOCALI TASSABILI

  1. Si considerano locali tassabili tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o semplicemente posata sul suolo o galleggiante se collegata in via permanente con la terraferma, chiusi o chiudibili da ogni lato verso l'esterno, qualunque ne sia la destinazione o l'uso, ad eccezione di quella parte ove si formano, di regola, i rifiuti speciali non assimilati, tossici o nocivi.
  2. Sono in ogni caso da considerarsi tassabili le superfici utili di:

a)    Tutti i vani all'interno delle abitazioni, sia principali (camera, sale, cucine, ecc.) che accessori (ingressi interni all'abitazione, corridoi, anticamere, ripostigli, bagni, gabinetti, ecc.), come pure quelli delle dipendenze anche se interrate o separate rispetto al corpo principale del fabbricato (rimesse, autorimesse, fondi, serre, ecc.), escluse le stalle, fienili e le serre a terra;

b)   Tutti i vani principali ed accessori adibiti a studi professionali ed all'esercizio di arti e professioni;

c)    Tutti i vani principali ed accessori adibiti ad esercizio di alberghi (compresi quelli diurni ed i bagni pubblici), locande, ristoranti, trattorie, collegi, pensioni, caserme, case di pena, osterie, bar, caffè, pasticcerie, nonché i negozi ed i locali comunque a disposizione di aziende commerciali, comprese edicole, chioschi stabili o posteggi nei mercati e le superfici occupate dalle cabine telefoniche aperte al pubblico;

d)   Tutti i vani principali ed accessori adibiti a circoli da ballo e da divertimento, sale da gioco o da ballo o ad altri esercizi pubblici sottoposti a vigilanza di pubblica sicurezza, ivi comprese le superfici all'aperto utilizzate sia direttamente per tali attività che per la sosta del pubblico interessato a prendere parte e/o ad assistere allo svolgimento dello spettacolo o dell'attività;

e)    Tutti i vani (uffici, sale scolastiche, biblioteche, anticamere, sale d'aspetto, parlatoi, dormitori, refettori, lavatoi, ripostigli, dispense, bagni, gabinetti, ecc.) dei collegi, convitti, istituti di educazione privati e delle collettività in genere;

f)     Tutti i vani, accessori e pertinenze, nonché la superficie all'aperto finalizzate alle soste del pubblico, senza nessuna esclusione, in uso detenuti da Enti Pubblici - comprese le Unità Sanitarie Locali - dalle associazioni culturali, politiche, sportive, ricreative anche a carattere popolare, da organizzazioni sindacali, Enti di patronato nonché le stazioni di qualsiasi genere;

g)    Tutti i vani principali, accessori e pertinenze, nonché le superfici all'aperto finalizzate alle soste del pubblico, degli automezzi o depositi di materiali, destinati ad attività produttive industriali, artigianali, commerciali e di servizi, ivi compresi le sedi degli organi amministrativi, uffici, depositi, magazzini, ecc.;

h)   Tutti i vani principali, accessori e pertinenze, nonché le superfici all'aperto destinate alle soste del pubblico, degli impianti sportivi coperti, escluse le superfici destinate all'esercizio effettivo dello sport.

 

 

 

ART. 13 - AREE TASSABILI

1.      Si considerano aree tassabili:

a)    Tutte le superfici scoperte o parzialmente coperte destinate a campeggi, sale da ballo all'aperto, a banchi di vendita ed alle relative attività e servizi complementari connessi individuati;

b)   Tutte le superfici adibiti a sede di distributori di carburante ed ai relativi accessori fissi, compresi quelli relativi a servizi complementari (servizi igienici, punti di vendita, zona adibita a lavaggio autoveicoli, ecc.) nonché l'area scoperta visibilmente destinata a servizio degli impianti predetti, compresa quella costituente gli accessori e le uscite da e sulla pubblica via;

c)    Le aree scoperte o parzialmente coperte degli impianti sportivi destinate ai servizi e quelle per gli spettatori, escluse le aree sulle quali si verifica l'esercizio effettivo dello sport.

 

 

ART. 14 - LOCALI ED AREE DESTINATE AD ATTIVITA'

STAGIONALI

  1. Le aree ed i locali diversi dalle abitazioni, usati abitualmente per un periodo inferiore a sei mesi l'anno o ad uso continuativo ma ricorrente, la tariffa è ridotta al 50%;
  2. la predetta riduzione compete soltanto quando l'uso stagionale o non continuativo ma ricorrente risulti dalla licenza o dalla autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attività;
  3. la riduzione è applicata a condizione che il contribuente, nella denuncia originaria, integrativa o di variazione, indichi espressamente la ricorrenza del presupposto per l'agevolazione unitamente ai dati relativi alla licenza o autorizzazione in suo possesso;
  4. nel caso di denuncia integrativa o di variazione, la riduzione è applicata dall'anno successivo;
  5. l'Ufficio Tributi è comunque tenuto a verificare l'attività se effettivamente svolta corrisponde, per qualità e durata, a quella indicata nella licenza o autorizzazione.

ART. 15 - LOCALI ED AREE NON UTILIZZATI

  1. La tassa è dovuta anche se i locali e le aree non vengono utilizzati purché risultino predisposti all'uso;
  2. i locali per abitazione si considerano predisposti all'utilizzazione se dotati di arredamento;
  3. i locali e le aree a diversa destinazione si considerano predisposti all'uso se dotati di arredamento, impianti, attrezzature e, comunque, quando risulti rilasciata la licenza per l'esercizio di attività nei locali ed aree medesimi.

ART. 16 - DEDUZIONI

  1. Le superfici relative alle aree scoperte, a qualsiasi uso adibite, ai fini della tassazione, sono computate in ragione della metà.

 

ART. 17 - CLASSI DI CONTRIBUENZA

  1. Fino all'adozione della nuova classificazione delle categorie di locali ed aree con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti e delle relative tariffe derivanti dall'attuazione dei criteri di commisurazione del tributo previsto dall'art. 65 del D.Lgs. 507/93, da deliberarsi nei termini temporali stabiliti dall'art. 79 comma 2 del Decreto Legislativo stesso, continua ad applicarsi la classificazione delle categorie tassabili previste dal previdente regolamento.

 

ART. 18 - RIDUZIONI

  1. Sono computate per la metà le superfici riguardante le aree scoperte a qualsiasi uso adibite.

 

 

 

TITOLO  II

TARIFFAZIONE

 

 

ART. 19 - OBBLIGAZIONE  TRIBUTARIA

  1. La tassa è corrisposta in base alle tariffe di cui agli articoli successivi, commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria;
  2. L'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza e termina nell'ultimo giorno del bimestre solare nel corso del quale è presentata la denuncia di cessazione debitamente accertata.
  3. in caso di mancata o ritardata denuncia di cessazione, l'obbligazione tributaria non si protrae alle annualità successive:
  • quando l'utente che ha prodotto la ritardata denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazione o la locazione delle aree e dei locali oltre alla data indicata;
  • in carenza di tale dimostrazione, alla data in cui sia sorta altra obbligazione tributaria per denuncia dell'utente subentrato o per azione di recupero d'ufficio.

 

 

 

ART. 20 - ESENZIONI  E  RIDUZIONI

1.      Sono esenti dal tributo:

a)    Gli edifici adibiti in via permanente all'esercizio di qualsiasi culto, escluse, in ogni caso, le eventuali abitazioni dei ministri di culto;

b)   Locali condotti da istituti di beneficenza, i quali dimostrino di non possedere redditi propri superiori ad un quarto della spesa annua necessaria al funzionamento dell'Istituto;

c)    Locali destinati alla raccolta e deposito dei libri di biblioteche aperte gratuitamente al pubblico.

 

ART. 21 - RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE PER CARENZE

ORGANICHE DEL SERVIZIO

  1. Qualora si verifichi all'interno della zona gravata di privativa di cui al precedente art.4 comma 1, che il servizio, istituito ed attivato, non abbia luogo o sia svolto in permanente violazione delle norme contenute nel regolamento comunale del servizio di nettezza urbana, nella zona di residenza ove è collocato l'immobile di residenza o di esercizio dell'attività dell'utente, questi ha diritto - sino alla regolarizzazione del servizio - ad una decurtazione del 60% della tariffa dovuta, a partire dal mese successivo alla data di comunicazione per raccomandata all'Ufficio Tributi, della carenza permanente riscontrata e sempre che il servizio non sia regolarizzato entro trenta giorni successivi.
  2. il responsabile dell'Ufficio Tributi consegna immediatamente copia della segnalazione pervenuta al responsabile del servizio nettezza urbana che rilascia ricevuta sull'originale.
  3. Ir responsabile del servizio nettezza urbana comunica all'Ufficio Tributi entro 30 giorni successivi, intervenuta regolarizzazione del servizio o le cause che l'hanno impedita.

 

ART. 22 - RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE PER MANCATO

SVOLGIMENTO PROTRATTO DEL SERVIZIO

  1. L'interruzione temporanea del servizio di raccolta per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo.
  2. Qualora il mancato svolgimento del servizio si protragga a tal punto che l'autorità sanitaria competente dichiari l'esistenza di una situazione di danno o pericolo alle persone e all'ambiente, l'utente può provvedere a sue spese sino a quando l'autorità sanitaria non dichiari terminata la situazione di danno.
  3. L'utente che abbia provveduto in proprio alle condizioni del precedente comma 2 ha diritto, su domanda documentata, alla restituzione da parte del Comune di una quota della tassa ragguagliata al periodo di interruzione del servizio che, comunque, non può essere superiore al 60% di quanto dovuto per il periodo considerato.

ART. 23 - GETTITO DEL TRIBUTO

  1. La tariffa della tassa è determinata, con atto consiliare, in modo da ottenere un gettito globale annuo tendente a raggiungere il pareggio con il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, determinato secondo i criteri stabiliti dall'art.61, del D.L.vo 507/93 e successive modificazioni.
  2. Il gettito complessivo non può superare il costo di esercizio, né essere inferiore al 50% del costo medesimo (70% per i comuni in condizioni di squilibrio di cui all'art. 45, comma 2° lett. B) del D.Lvo 30.12.1992, nr.504, 100% per gli Enti che hanno dichiarato dissesto, sino ai dieci anni successivi alla data di approvazione ministeriale del piano di risanamento finanziario.
  3. Ai fini della determinazione del costo di esercizio dedotto dal costo complessivo dei servizi di nettezza urbana un importo della misura del 5% a titolo di costo dello spezzamento dei rifiuti solidi urbani.

 

ART. 24 - TARIFFAZIONE PER IL 1994 E IL 1995

  1. La tassa è individuata sino al 31.12.2005  in base a tariffa annuale vigente commisurata alla superficie dei locali e delle aree servite ed all'uso a cui sono destinati.

 

 

ART. 25 - TARIFFAZIONE DALL'1.1.1996

  1. La tassa è commisurata a partire dal 1° gennaio 1996, alle quantità e qualità medie ordinarie per unità di superficie imponibile dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati producibili nei locali ed aree a seconda del tipo dell'uso a cui i medesimi sono destinati nonché al costo di smaltimento.
  2. Le tariffe per ogni categoria omogenea sono determinate, secondo il prescelto rapporto di copertura del costo, moltiplicando il costo di smaltimento per unità di superficie imponibile accertata prevista per l'anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa o qualitativa dei rifiuti.
  3. il consiglio comunale determina:
  • le modificazioni alla classificazione delle categorie tassabili riguardo alle indicazioni contenute nel comma 2° dell'art. 68 del decreto 507/93 ed all'esigenza di disporre di categorie ed, eventualmente, di sottocategorie di locali ed aree che presentino omogenea potenzialità di rifiuti, tassabili con la medesima misura tariffaria.
  • Le modalità di applicazione di cui al comma 2°.
  • Le nuove tariffe derivanti dall'utilizzo dei parametri, per ciascuna categoria o sottocategoria individuata in ragione di un metro quadrato di superficie utile dei locali e delle aree in esse comprese.

 

ART. 26 - CONTENUTO DELL'ATTO DI DETERMINAZIONE DELLE

TARIFFE

  1. La determinazione con la quale sono determinate le tariffe di cui al precedente art. 25, comma 3°, deve recare l'indicazioni delle ragioni dei rapporti stabiliti tra le tariffe, i dati consuntivi e revisionali relativi ai costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica, nonché i dati e le circostanze che hanno determinato l'eventuale aumento per la copertura minima obbligatoria del costo.

 

ART. 27 - UNITA' IMMOBILIARE AD USO PROMISCUO

  1. Allorché nelle unità immobiliari adibite  a civile abitazione sia svolta in via permanente un'attività economica o professionale, la tassa è dovuta per la superficie a tal fine utilizzata, in base alla tariffa per la categoria ricomprendente l'attività specifica.

 

ART. 28 - TASSA GIORNALIERA DI SMALTIMENTO

  1. E' istituita, a partire dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui il presente regolamento diviene esecutivo, la tassa giornaliera di smaltimento dei rifiuti urbani interni prodotti dagli utenti che, con o senza autorizzazione, occupano o detengano in modo non ricorrente e per una durata superiore ad una giornata e, comunque, inferiore a 6 mesi, locali od aree pubbliche o di uso pubblico o aree soggette a servitù di pubblico passaggio. In assenza del titolo costitutivo della servitù, l'occupazione o la detenzione di un'area privata soggetta a pubblico uso o passaggio è tassabile quando vi sia stata la volontaria sua messa a disposizione della collettività da parte del proprietario, ovvero, da quando si sia verificata l'acquisizione della servitù pubblica per usucapione.
  2. La misura tariffaria giornaliera è pari all'ammontare della tassa annuale di smaltimento dei rifiuti solidi attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso, diviso per 365 ed il quoziente maggiorato del 30%.
  3. in mancanza di corrispondente voce di uso nella classificazione vigente della categoria ed in quella che sarà determinata ai sensi del precedente art. 25 è utilizzata, per il conteggio di cui al comma precedente, l'ammontare della tassa annuale della categoria recante voci di uso assimilabili per attitudine quantitativa e qualitativa di produzione dei rifiuti solidi urbani.
  4. la riscossione della tassa giornaliera avviene con le modalità indicate nel successivo art. 29, comma 6°.

TITOLO  III

DENUNCE - ABBUONI

ART. 29 - DENUNCE

  1. La denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del comune è redatta sugli appositi moduli a stampa predisposti dal Comune, contenenti le indicazioni di cui al 3° comma dell'art. 70 del decreto 507/93, deve essere presentata dal contribuente direttamente o a mezzo del servizio postale, all'Ufficio Tributi del Comune, entro il 20 gennaio dell'anno successivo a quello di inizio dell'occupazione e detenzione sottoscritta da uno dei coobbligati e dal rappresentante legale negoziale. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi qualora le condizioni di tassabilità rimangano invariate.
  2. Per le denunce presentate per raccomandata, vale la data di spedizione.
  3. Nel medesimo termine e con le stesse modalità devono essere presentate delle denunce di variazione.
  4. Non sono valide agli effetti del presente articolo le denunce anagrafiche prescritte dal regolamento approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 30/5/1989, nr.223, fermo restando l'obbligo dell'ufficio anagrafico di invitare il denunciante a provvedere ai sensi dei commi precedenti.
  5. Sono valide, ai soli effetti della cessazione della tassa, le denunce generiche presentate all'Ufficio Tributi del Comune concernenti la cessazione dell'obbligo di pagamento di tutti i tributi comunali.
  6. Qualora si tratti di occupazione e detenzione che danno luogo all'applicazione della tassa giornaliera ai sensi del precedente art. 28, l'obbligo della denuncia è assolto a seguito del pagamento della tassa da effettuare contestualmente al pagamento della tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche con il modulo di versamento di cui all'art. 50, comma 5°, del decreto 507/93 ovvero, in mancanza di autorizzazione per l'occupazione, mediante versamento diretto.
  7. La denuncia deve contenere:

a)    L'indicazione del codice fiscale

b)   Cognome e nome nonché luogo e data di nascita delle persone fisiche componenti il nucleo familiare o la convivenza

c)    Per gli enti, istituti, associazioni, società ed altre organizzazioni devono essere indicati la denominazione, la sede e gli elementi indicativi dei rapporti legali

d)   L'ubicazione e la superficie dei singoli locali e delle aree e l'uso cui sono destinati

e)    La data di inizio della conduzione o occupazione dei locali e delle aree

f)     La provenienza

g)    La data in cui viene presentata la denuncia e la firma di uno dei coobligati o del rappresentante legale o negoziale

 

  1. L'ufficio comunale rilascia ricevuta della denuncia che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato dal timbro postale.

 

 

ART. 30 - DENUNCIA DI VARIAZIONE

  1. La denuncia di cui all'art. 29, comma 1°, ha effetto per gli anni successivi a condizioni invariate di tassabilità. In caso contrario, il contribuente è tenuto a denunciare, con la forma e nei tempi di cui all'art. 29, ogni variazione che comporti un maggiore ammontare della tassa.

 

ART. 31 - NORMA TRANSITORIA PER LE PRIME DENUNCE

  1. In sede di prima applicazione delle presenti norme, le denunce di cui agli artt. 29 e 30, ivi comprese le denunce integrative o modificative di quelle già prodotte in base al precedente ordinamento del tributo, le richieste di detassazione o riduzione, nonché gli elenchi di cui agli art. 10, comma 2° e 11, comma 2°, sono presentati entro il 30.9.1995 ed hanno effetto, quanto alla modifica degli elementi imponibili, delle riduzioni tariffarie e delle nuove agevolazioni previste nel presente regolamento, a decorrere dall'anno 1996.

 

 

ART. 32 - MODALITA' DEI RIMBORSI

  1. I rimborsi spettanti al contribuente per i casi previsti nel 6° comma dell'art. 59 e nell'art. 75 del decreto 507/93 ed il pagamento degli interessi dovuti sono operati mediante riduzione dell'importo iscritto a ruolo, disposta direttamente dal funzionario responsabile dell'organizzazione e gestione del tributo  nei termini indicati dall'art. 75 stesso.
  2. la riduzione opera, fino alla concorrenza del relativo importo, sulle rate scadute e non pagate e/o su quelle a scadere.
  3. nel caso risulti già pagato l'importo iscritto a ruolo, o nel caso di eccedenza della riduzione rispetto alle rate non ancora scadute, l'importo dovuto è rimborsato al contribuente entro i termini di legge, con le procedure previste dal Decreto del Presidente della Repubblica 28/1/1988, nr. 43.

 

ART. 33 - MEZZI DI CONTROLLO

  1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denunce o acquisti in sede di accertamento d'ufficio tramite rilevazione della misura e destinazione delle superfici imponibili, l'ufficio comunale può svolgere le attività a ciò necessarie esercitando i poteri  previsti dall'art. 73 del D.Lgs. 507/93 ed applicando le sanzioni previste dall'art. 76 del Decreto Legislativo stesso.

 

TITOLO  IV

GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL TRIBUTO

ART. 34 - IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

  1. Il controllo dell'esatta e puntuale applicazione del tributo secondo le disposizioni di legge e del presente regolamento è preposto un funzionario, designato dalla Giunta Comunale, che provvede alla comunicazione del nominativo al Ministero delle Finanze, Direzione Centrale per la Fiscalità Locale, entro 60 giorni dalla nomina.
  2. A tale funzionario sono attribuiti i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestione della tassa previsti dall'art. 74 del decreto 507/93.
  3. il funzionario responsabile, ferme restando le sue attribuzioni ai sensi del precedente comma, è comunque tenuto ad istituire i seguenti registri:

a)    registro in cui verranno annotate in ordine cronologico tutte le dichiarazioni presentate dai contribuenti

b)   registro in cui verranno annotati giornalmente tutti i pagamenti effettuati dai contribuenti per la tassa giornaliera di smaltimento di cui all'art. 77 del decreto 507/93

  1. tutti i registri che possono essere costituiti anche a schede, tabulati, fogli o moduli continui compilati anche mediante procedure elettroniche, devono essere numerati e vidimati in ogni pagina dal Segretario Comunale, prima di essere posti in uso.
  2. è in facoltà del funzionario responsabile della gestione del tributo istituire in luogo dei predetti registri un unico registro, con l'indicazione separata, in appositi spazi, delle annotazioni da effettuare in ogni registro.

 

ART. 35 - SANZIONI ED INTERESSI

  1. Per le violazioni delle disposizioni di legge e del presente regolamento si applicano le norme di cui all'art. 76 del decreto 507/93.
  2. L'entità di ogni sanzione, NEI CASI PREVISTI DAL 3° COMMA DEL CITATO ART. 76 E FERMO RESTANDO I LIMITI MINIMI E MASSIMI EIVI STABILITI, è DETERMINATA IN VIA GENERALE CON ATTO DELLA Giunta Comunale in relazione alla gravità della violazione commessa e dell'eventuale recidiva dell'autore.
  3. la tassa giornaliera che, nel caso di uso di fatto, non risulti versata all'atto dell'accertamento dell'occupazione abusiva, è recuperata unitamente alla sanzione, interessi ed accessori.

ART. 36  ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE E CONTENZIOSO

  1. L'accertamento e la riscossione della tassa avvengono in conformità di quanto previsto dall'art. 71 e dall'art. 72 del D.Lgs. 507/93.
  2. il contenzios, fino all'insediamento degli organi previsti dal D.Lgs. 31/12/1992 n 546, è disciplinato alla stregua dell'art. 63 del DPR 28/1/1988, nr 43 e dell'art. 20 del DPR 26/10/1972, nr 38 e successive modificazioni.

 

ART. 37 - ENTRATA IN VIGORE

  1. Il presente regolamento entrerà in vigore dopo l'approvazione da parte della S.T.C. di Matera e la successiva pubblicazione all'Albo Pretorio di questo Comune.